giovedì 28 ottobre 2021
LA SAGRA DELL'ANGUILLA TRA PASSATO E PRESENTE
sabato 23 ottobre 2021
VIALE CARDUCCI. MAGGIORANZA DIVISA
sabato 9 ottobre 2021
PARCO DEL DELTA: NEGRI TORNA SUI SUOI PASSI
giovedì 7 ottobre 2021
PARLIAMO DI TUEL
Il funzionamento di una Pubblica Amministrazione non è sempre facile da capire: tra statuti, regolamenti, norme e “burocratese” si evita troppo spesso di farsi un’idea concreta dei diversi procedimenti.
Vediamo allora di chiarire alcuni punti fondamentali, importanti a livello comunale.
Partiamo dal TUEL (Testo Unico Enti Locali): il testo riunisce, coordina e modifica tutte le norme vigenti in materia di ordinamento degli Enti Locali che, originariamente erano comprese in atti diversi. Il TUEL quindi contiene i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali (articolo 1, comma 1) costituendone un limite inderogabile per la loro autonomia normativa (articolo 1, comma 3). Questo si è reso necessario in seguito a una riforma degli Enti Locali iniziata nel 1990 che ha portato al decentramento delle funzioni amministrative oltre che a una maggiore autonomia.
L’autonomia si manifesta pienamente nello STATUTO, un atto normativo fondamentale che gli Enti devono adottare per identificare i tratti essenziali della propria organizzazione, che sia proprio della comunità territoriale rappresentata e che dia immagine giuridica dell’organizzazione e delle attività (possiamo definirla come una sorta di “costituzione territoriale”). Diventa evidente come lo Stato non regoli più in modo autoritario le amministrazioni, ma siano proprio le amministrazioni a munirsi di strumenti di autogoverno.
Sempre in seno alla maggiore autonomia locale si è visto necessario riconoscere costituzionalmente l’impiego di un REGOLAMENTO così che gli Enti Locali possano disciplinare l’organizzazione e lo svolgimento delle funzioni loro attribuite. Bisogna comunque sottolineare come la formulazione dei regolamenti deve rispettare i principi fissati sia dalla legge che dallo statuto.
In poche parole?
C’è una gerarchia in merito alle competenze giuridiche che vede i regolamenti in fondo ai gradini, con sopra statuto e TUEL. Pertanto un regolamento non può andare oltre ai limiti imposti da tutte le norme superiori; al massimo può portare modifiche migliorative, ma non di certo peggiorative (GERARCHIA DELLE FONTI).
Facciamo un esempio pratico.
L’articolo 49 del TUEL dà indicazioni per quanto riguarda il bisogno di richiedere parere tecnico di fattibilità e/o finanziario delle delibere che si portano in consiglio comunale; i pareri possono essere positivi (si procede perciò con i lavori) o negativi (in questo caso i lavori possono avviarsi solo ed esclusivamente con adeguata motivazione). In entrambi i casi è ammessa la discussione, anche per valutare le motivazioni che portano a presentare una delibera con pareri sfavorevoli. Ne deriva che un regolamento comunale deve prevedere questo tipo di discussioni e non può vietarle, visto che è un diritto sancito da norme di più alto grado.
Sono principi e diritti fondamentali non solo per tutelare l’autonomia degli Enti, ma anche per salvaguardare la democrazia garantendo la più efficace partecipazione al fine di agire nei migliori interessi del territorio amministrato. Se un’amministrazione decide di impedire una discussione di certo non sta agendo per il bene della collettività.
Sono aspetti della giurisprudenza importanti da conoscere seppur superficialmente, proprio per capire se le persone elette lavorano male o no; e la vicinanza tra Comune e Cittadini rende il compito decisamente facile.
giovedì 30 settembre 2021
BAVAGLIO ALLE OPPOSIZIONI
Cosa ci vuole per amministrare un Comune? Tanto amore per il territorio, tanta voglia di fare e tanto impegno. Bisogna ascoltare tutti i cittadini, anche e soprattutto quelli che non ti hanno votato.
Cercare di lavorare al meglio delle proprie facoltà nei migliori interessi delle persone e del paese, guardare al futuro, lavorando sul presente.
Tutto questo ad oggi nell'amministrazione comacchiese manca. Progetti bloccati senza motivo, progetti rinviati senza motivo, progetti finiti e non inaugurati senza motivo!
Ma la (non) voglia di fare la si vede durante i consigli comunali quando ci si preoccupa dell'orologio perché si sta facendo tardi. Quando ci si lamenta della stanchezza, quando non vengono accolte mozioni e interrogazioni su problemi che affliggono la popolazione o ancor peggio quando vengono bocciati emendamenti e mozioni che avrebbero migliorato la vita quotidiana degli elettori.
Tutto questo passa in secondo piano: la priorità è sminuire ed impedire il lavoro di una minoranza che è comunque stata votata da una parte dei Comacchiesi.
La modifica approvata nell'ultimo consiglio comunale di fatto impedisce ai consiglieri di opposizione di poter dare il proprio contributo alle decisioni da prendere ma non solo, si intralcia il lavoro stesso dei consiglieri impedendo loro di acquisire tutte le documentazioni per informarsi sugli emendamenti.
Modifiche al regolamento comunale che vanno contro leggi nazionali e quindi contro la democrazia impedendo dibattiti e confronti
Fatto tutto nel silenzio, nell'ombra senza coinvolgere i consiglieri "scomodi".
I consiglieri di maggioranza si rifiutano di parlare di bavaglio al grido di: "Basta fare emendamenti, basta parlare!". Chiacchiere da bar e battutine durante il consiglio sono state all'ordine del giorno, sfociate in offese e urla nel momento in cui si è chiesto di rispettare l'ambiente e l'istituzione.
Quattro consiglieri su diciassette che si impegnano nell'interesse della collettività ma che impegnano troppo perché c'è chi non ha tempo o chi non sa fare. Si è lavorato per chiudere loro la bocca perché è più semplice che mettersi sotto veramente e lavorare per il futuro di Comacchio. Questa è stata la più importante preoccupazione che la maggioranza ha avuto negli ultimi 100 giorni
Non migliorare i servizi alle persone, non lavorare per migliorare il turismo, non cercare modi per creare occupazione. No! La preoccupazione maggiore è stata mettere il bavaglio alla minoranza.
Ma se 4 componenti su 17 intralciano i lavori, il problema è della minoranza o della maggioranza?!
lunedì 27 settembre 2021
GIUNTA, COMMISSIONI CONSIGLIO COMUNALE
martedì 21 settembre 2021
COMACCHIESI FURENTI. "PER FARE" CHIEDE SPIEGAZIONI
Cittadini senza carta d’identità, opportunità di lavoro o svago perse, cittadini che non riescono ad accedere agli uffici comunali.
Lamentele che ormai si susseguono da mesi quelle per le difficoltà riscontrate per ottenere la carta d'identità. Nessun riscontro o comunicazione da parte del primo cittadino, sempre più assente. E il gruppo consiliare "Per Fare" interviene:
“E’ impensabile -afferma Righetti- che il cittadino debba aspettare un mese solo per avere l’appuntamento per ottenere la carta di identità [...] La colpa non è certo rinvenibile tra i dipendenti pubblici, ma nella pessima riorganizzazione in atto della nuova amministrazione. Il primo cittadino e’ Ufficiale dell'anagrafe, in qualità di delegato dal Governo. Se il Sindaco non è in grado di garantire questo servizio minimo, chiederemo con un esposto alla Prefettura di Ferrara di intervenire con poteri sostitutivi."
Quindi tempi d'attesa troppo lunghi anche solo per prendere appuntamento, tempi che si allungano ulteriormente se parliamo delle delegazioni nelle frazioni chiuse improvvisamente e riaperte con orari dimezzati.
La ripartenza è già stata avviata in totale sicurezza in tutti gli ambiti, tutti esclusa la sede comunale con consigli comunali ancora a distanza (già in molti comuni italiani si è tornati a farli in presenza) e uffici che ricevono solo su appuntamento; senza considerare che non è prevista alcuna modalità telematica per prenotare un appuntamento, ma solo telefonando in una sola fascia oraria che va dalle 11 alle 12:30.
“Ci ricordiamo tutti gli slogan, più assunzioni nell’ente e più organizzazione, e invece siamo testimoni di delegazioni chiuse improvvisamente, dipendenti che non riescono a condensare centinaia di telefonate in una sola ora e mezza di sportello ma cosa ancor più grave nell’ultimo anno sono numerose le dimissioni volontarie del personale dipendente del comune” continua Righetti.
I Comacchiesi hanno bisogno di rivedere riaperto il comune, hanno bisogno di risposte certe. Diventa sempre più necessaria l'assunzione di nuovo personale per dividere i carichi di lavoro così da velocizzare le pratiche e venire meglio incontro le necessità di tutti i cittadini. A quando tutto questo?
UN PALESE CONFLITTO D'INTERESSI
Come forse non tutti sanno, il ruolo del presidente del consiglio comunale, assomiglia dal punto di vista della gestione dei consiglieri/par...
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