sabato 9 ottobre 2021

PARCO DEL DELTA: NEGRI TORNA SUI SUOI PASSI

Un NO tassativo fino al consiglio comunale del 13/09/2021: una delega arrivata senza richiesta, politicamente scomoda che proprio non piaceva.
Si parla del Parco del Delta del Po, ente in cui Comacchio ha da sempre avuto ruoli rilevanti essendo il comune che conferisce più territorio all’interno dell’Ente stesso.
Ma per capire bene tutta la vicenda bisogna conoscere la struttura e l’organizzazione dell’ente (definiti dallo Statuto interno).
Il Parco del Delta del Po è un ente pubblico a cui partecipano le province di Ferrara e Ravenna e i comuni di Alfonsine, Argenta, Cervia, Codigoro, Comacchio, Goro, Mesola, Ostellato e Ravenna (elencati in ordine alfabetico), con sede fisica a Comacchio. Gli organi di governo sono:
- la Comunità del Parco (che possiamo paragonare al consiglio comunale);
- il Comitato Esecutivo (con funzioni simili a quella della giunta comunale);
 - il Presidente.
Della Comunità del Parco fanno parte TUTTI i sindaci (o delegati) dei comuni partecipati e ha tra le sue funzioni quella di nominare i propri rappresentanti all’interno del Comitato Esecutivo.
Il Comitato Esecutivo è composto da 3 rappresentanti della Comunità del Parco del Delta del Po, dai Presidenti delle Province di Ferrara e Ravenna (o loro delegati); questi poi dovranno nominare il proprio presidente.
Quindi, benché di fatto Comacchio abbia avuto da sempre un rappresentante all’interno del Comitato Esecutivo, lo Statuto parla chiaro e solo i Presidenti delle province di Ferrara e Ravenna hanno un posto fisso di diritto.
Il problema nasce nel momento in cui Marco Fabbri diventa consigliere regionale e deve dimettersi dalla carica di sindaco di Comacchio perdendo anche il ruolo di presidente del Parco del Delta del Po e il capoluogo lagunare rimane sprovvisto del proprio rappresentante. Le polemiche a mezzo stampa e sui social network si sprecano dopo la vittoria di Negri alle elezioni di settembre: si parla dell’importanza e della centralità di Comacchio all’interno dell’ente; un’importanza che rimane sulla carta poichè, all’arrivo della delega da parte del facente funzione presidente di provincia di Ferrara Minarelli la risposta è semplice: “No”.
Le motivazioni del sindaco? Si possono trovare già nel Consiglio Comunale del 01/07/2021. 
  Innanzitutto Comacchio è stato escluso (in un non ben definito ambito) dalla decisione delle nomine dei rappresentanti del Comitato Esecutivo per i due posti ancora vacanti. A nulla pare siano valse le richieste di rinvio della riunione da parte del sindaco Negri che ha chiesto alla Comunità del Parco di ripensare bene alla decisione di non nominare Comacchio (che ripetiamo non ha alcun diritto di posto fisso). Quindi per sperare di riconquistare il posto perduto bisognerà attendere la scadenza naturale del Comitato Esecutivo (prevista a settembre 2022).
  Secondo, la delega non è stata richiesta dal sindaco comacchiese, è arrivata all’improvviso. Negri al contempo ci tiene a precisare che, qualora alle elezioni provinciali del 2022 dovesse vincere il centro-destra (cosa che a suo dire probabilmente averrà) allora rivaluterà la sua decisione di accettare la delega (sempre che arrivi-ndr-).
Quindi metodo e politica rendono "inaccettabile" l'accettazione di una delega che sarebbe stata di fatto permanente fino alla scadenza del Comitato Esecutivo, per promessa di Nicola Minarelli. Un tentativo di aggirare le regole che non ha dato i frutti sperati; i bisogni di Comacchio che nuovamente passano in secondo piano.
Questo almeno quello che succede fino al consiglio comunale di lunedì 13/09/2021.
Infatti ora c’è un dietrofront da parte del sindaco Negri che finalmente ha deciso di accettare la delega offertagli. Viene spontaneo chiedersi cosa sia cambiato da poche settimane fa. Ma soprattutto ci si chiede quante cose potevano essere fatte in modo diverso, lasciando Comacchio al centro di un Ente importantissimo per il territorio.
Ancora una volta questa amministrazione dimostra di perdere tempo incapace di prendere decisioni fondamentali per il futuro e il benessere di Comacchio continua a rimandare per poi tornare sui propri passi. 

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