Il funzionamento di una Pubblica Amministrazione non è sempre facile da capire: tra statuti, regolamenti, norme e “burocratese” si evita troppo spesso di farsi un’idea concreta dei diversi procedimenti.
Vediamo allora di chiarire alcuni punti fondamentali, importanti a livello comunale.
Partiamo dal TUEL (Testo Unico Enti Locali): il testo riunisce, coordina e modifica tutte le norme vigenti in materia di ordinamento degli Enti Locali che, originariamente erano comprese in atti diversi. Il TUEL quindi contiene i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali (articolo 1, comma 1) costituendone un limite inderogabile per la loro autonomia normativa (articolo 1, comma 3). Questo si è reso necessario in seguito a una riforma degli Enti Locali iniziata nel 1990 che ha portato al decentramento delle funzioni amministrative oltre che a una maggiore autonomia.
L’autonomia si manifesta pienamente nello STATUTO, un atto normativo fondamentale che gli Enti devono adottare per identificare i tratti essenziali della propria organizzazione, che sia proprio della comunità territoriale rappresentata e che dia immagine giuridica dell’organizzazione e delle attività (possiamo definirla come una sorta di “costituzione territoriale”). Diventa evidente come lo Stato non regoli più in modo autoritario le amministrazioni, ma siano proprio le amministrazioni a munirsi di strumenti di autogoverno.
Sempre in seno alla maggiore autonomia locale si è visto necessario riconoscere costituzionalmente l’impiego di un REGOLAMENTO così che gli Enti Locali possano disciplinare l’organizzazione e lo svolgimento delle funzioni loro attribuite. Bisogna comunque sottolineare come la formulazione dei regolamenti deve rispettare i principi fissati sia dalla legge che dallo statuto.
In poche parole?
C’è una gerarchia in merito alle competenze giuridiche che vede i regolamenti in fondo ai gradini, con sopra statuto e TUEL. Pertanto un regolamento non può andare oltre ai limiti imposti da tutte le norme superiori; al massimo può portare modifiche migliorative, ma non di certo peggiorative (GERARCHIA DELLE FONTI).
Facciamo un esempio pratico.
L’articolo 49 del TUEL dà indicazioni per quanto riguarda il bisogno di richiedere parere tecnico di fattibilità e/o finanziario delle delibere che si portano in consiglio comunale; i pareri possono essere positivi (si procede perciò con i lavori) o negativi (in questo caso i lavori possono avviarsi solo ed esclusivamente con adeguata motivazione). In entrambi i casi è ammessa la discussione, anche per valutare le motivazioni che portano a presentare una delibera con pareri sfavorevoli. Ne deriva che un regolamento comunale deve prevedere questo tipo di discussioni e non può vietarle, visto che è un diritto sancito da norme di più alto grado.
Sono principi e diritti fondamentali non solo per tutelare l’autonomia degli Enti, ma anche per salvaguardare la democrazia garantendo la più efficace partecipazione al fine di agire nei migliori interessi del territorio amministrato. Se un’amministrazione decide di impedire una discussione di certo non sta agendo per il bene della collettività.
Sono aspetti della giurisprudenza importanti da conoscere seppur superficialmente, proprio per capire se le persone elette lavorano male o no; e la vicinanza tra Comune e Cittadini rende il compito decisamente facile.
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