giovedì 28 ottobre 2021

LA SAGRA DELL'ANGUILLA TRA PASSATO E PRESENTE

C’era una volta la Sagra dell’Anguilla e dei grandi nomi
Dove sono finiti chef nazionali e internazionali, conduttori di programmi tv e gare tra scuole alberghiere?

Ah, la Sagra dell’Anguilla, lascia sempre piacevoli ricordi nella vita di chi vi partecipa, sia attivamente che come spettatore!
Ogni anno Comacchio e le sue Valli fan da cornice alla sagra e alla sua protagonista, l’anguilla, attirando migliaia di turisti da ogni parte d’Italia, che approfittando del clima ancora mite, affollano le vie della cittadina lagunare, portando grossi introiti per tutte le attività, dalla ristorazione, alla cultura, alle escursioni, all’accoglienza alberghiera, etc…
La finestra in cui si svolge la sagra è sempre stata l’ultimo fine settimana di settembre e i primi due di ottobre, che combaciano circa con la fine della stagione balneare estiva, caratterizzata da un afflusso turistico molto importante per tutta la zona dei sette lidi di Comacchio e che grazie a questo protrarsi degli eventi, permette di destagionalizzare il turismo, invogliandolo a ritornare anche in un periodo di bassa stagione per una località marittima.
Come si fa a destagionalizzare? Facendo eventi accattivanti nei mesi più spenti, risposta quasi ovvia anche per una persona che non è del mestiere.
Infatti fino al 2019, escludendo il 2020 per via della pandemia, abbiamo visto un susseguirsi di iniziative, eventi ed appuntamenti in occasione della Sagra dell’Anguilla non da poco, ed è sempre bello ricordarli.
Nell’edizione del 2016 abbiamo assistito al premio “Il Buratello d’Oro”, una gara tra istituti alberghieri della provincia sulla cottura e le ricette a base di anguilla; nell’edizione 2017 lo Chef giapponese Hirashi Ogata è ospite alla Sagra dell’Anguilla e si cimenta nella cottura e nella preparazione dell’Anguilla, sia secondo la cultura giapponese che quella comacchiese; nell’edizione 2018, Chef Rubio famoso chef romano protagonista e conduttore di Camionisti in trattoria e Unti e Bisunti su Dmax, viene in visita a Comacchio per imparare i segreti dell’anguilla direttamente dai cuochi comacchiesi; per finire, nell’edizione 2019, Chef Rubio ritorna con lo Chef Jin Ogata e al suo staff, direttamente dal Giappone, visitano la Scuola Alberghiera Remo Brindisi e ritornano ai fornelli e alla griglia per cucinare insieme, sotto i Trepponti, davanti a migliaia di persone.
Tutti questi indimenticabili momenti sono stati l’apice delle edizioni passate, che erano contornate da altre innumerevoli iniziative, come laboratori, mercatini, lunapark, escursioni e animazione, ma soprattutto hanno goduto di una pubblicità diffusa già dall’estate, in modo da dare sicurezza per la realizzazione dell’evento e informazioni tempestive ai turisti che sarebbero ritornati per la sagra.
Tralasciando il 2020, si arriva al 2021, l’amministrazione è cambiata ormai da un anno, il famoso anno di rinascita secondo alcuni, quello che avrebbe riportato Comacchio alle bellezze di un tempo ormai troppo lontano per poterlo anche solo ricordare secondo altri.
Sagra dell’Anguilla 2021, facciamo un resoconto dei numeri, degli eventi, dei grandi nomi, dell’informazione e delle tempistiche di trasmissione del programma ufficiale.
I numeri: si parla di record di presenze per questa edizione, ma è stato fatto un errore poiché sono state tirate le somme basandosi solo su l'incremento di presenze alla ristorazione all’interno della Manifattura dei Marinati, senza prendere in considerazione che questo è stata la conseguenza della mancanza dello stand che era solito essere dietro la Coop e che, detto da più persone che vi prestavano servizio, “i numeri fatti in un weekend in Manifattura quest’anno, noi li facevamo solo nel servizio del mezzogiorno del sabato!”.
Indubbiamente l'affluenza è stata buona visto il difficile periodo, e vedere nuovamente le vie di Comacchio popolate è stato bello, ma perché prendere in giro i cittadini parlando di record quando non si sono raggiunti i numeri degli scorsi anni?
Sembra una storia già sentita, come il +400% di turismo registrato confrontando il 2020 e il 2021, in piena pandemia. Evidentemente i numeri piacciono, ma bisogna essere precisi perché quelli non lasciano margine di errore, ma andiamo avanti.
Grandi eventi e nomi importanti non pervenuti: sono stati riproposti i triti e ritriti burattini estivi per allietare la giornata dei più piccoli, un ciclo infinito di conferenze e di presentazioni di libri sulla storia del territorio, che per quanto siano molto interessanti, bisogna obiettivamente dire che attirano una parte ristretta di pubblico e un po’ di musica dal vivo per animare la festa, partita lenta e senza sprint.
Si poteva intuire già dall’apertura della Sagra, caratterizzata dall’arrivo del Sale direttamente dalla Salina, consegnato alle autorità davanti ai Trepponti, il tutto contornato da innumerevoli spettatori a godersi la rievocazione, che quest’anno però erano davvero pochi.
Vogliamo parlare della comunicazione? Fino all’ultimo non si è saputo nulla di cos’avrebbero tirato fuori dal cappello magico gonfio d’esperienza, nemmeno qualche rumor su cosa avremmo dovuto aspettarci, un volantino, un opuscolo cartaceo da ritirare allo IAT, nulla di nulla, vuoto cosmico e incertezza.
Ma ecco che a una settimana soltanto dall’inizio, arriva la conferenza stampa di presentazione del programma, ovviamente scoperta da qualche foto postata sulla pagina Facebook del Comune di Comacchio, senza preavviso, come sempre.
E cosa propongono? Nient’altro che alcuni vecchi eventi estivi (oltre 200 eh!) ripetuti e spalmati sui tre weekend di sagra, così, come fossero novità imperdibili, ma soprattutto nulla di significante che includesse la cucina e la tradizione legata all’anguilla, il tutto condito dalle mostre mercato (guai a chiamarlo mercatino ora!) e un po’ di cultura, che non fa mai male, ma sicuramente non paga molte mancanze riscontrate.
Abituati a nomi conosciuti, chef importanti, cucina, tradizione e grande festa, rimaniamo a guardare attoniti una sagra storica presa sottogamba e con sufficienza, consci e dispiaciuti nel vedere che l’attenzione e la cura ricevuta per anni, nel 2021, anno di speranza e di lento ritorno alla normalità portata via dalla pandemia, sia stata messa da parte per paura di non riuscire ad eguagliare i precedenti anni. 
Un detto diceva “A fare nulla, ci si prende sempre!”, allora cosa fare, per evitare il rischio? 
Si resta immobili.

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