Covid, vaccinazioni, mascherine e green pass: sono argomenti che certamente dividono l’opinione pubblica, ma trattarli con superficialità non è certamente sicuro per la salute delle persone.
Purtroppo però è quello che si vede da un anno a questa parte nel comune di Comacchio: il Covid-19 esiste e non esiste a seconda del volere dell’amministrazione comunale.
L’emergenza sanitaria esiste durante la stagione estiva 2021, rendendo impossibile l’organizzazione di eventi importanti per non creare assembramenti. Esiste se c’è da inaugurare una struttura pubblica, la piscina, che ha visto un’apertura a porte chiuse: neanche un tour fotografico o virtuale è stato fatto. Esiste per il consiglio comunale che è stato fatto fin troppo a lungo in video conferenza e che ha visto il ritorno in presenza solo dopo aver acquistato (con soldi pubblici) separatori in plexiglass anche se non ce n’era alcun obbligo. Esiste per le celebrazioni pubbliche come il 4 novembre, sempre senza pubblico anche quando vengono svolte all’aperto. E potrebbe esistere per il carnevale che sembra verrà festeggiato a fine primavera, anche se al momento non sono state date informazioni ufficiali a riguardo.
Allo stesso tempo il Covid-19 non esiste per le scuole, per cui non sono stati predisposti interventi né acquisti di aeratori per garantire un ambiente più sano a tutti gli studenti perché il sindaco sperava che l’emergenza finisse già tra settembre e ottobre 2021. Non esiste se c’è bisogno di promuovere la vaccinazione o se si deve informare la cittadinanza dell’attuale situazione nel territorio. Non esiste se un gruppo consiliare e un paio di assessori decidono di fare un aperitivo libero a chiunque per fare gli auguri di “Buon Natale". Non esiste per San Cassiano, per la sagra dell’anguilla, per halloween: tante feste organizzate senza distanziamento e senza controlli del rispetto delle regole (uso della mascherina e possesso di green pass).
Tra una contraddizione e l’altra si è giunti finalmente a dicembre: i contagi stanno tornando a crescere, tanto che ha portato il sindaco a decidere di predisporre l’obbligo dell’uso di mascherina in ogni luogo all’aperto e in qualsiasi ora. Questo però non ferma il programma delle iniziative per le festività di Natale e del Capodanno, anche se già in molte città si stanno prendendo provvedimenti per limitare i festeggiamenti.
Sono indubbiamente decisioni impopolari da prendere, ma il sindaco è la massima autorità sanitaria a livello locale ed è tra i suoi doveri di primo cittadino pensare all’interesse pubblico ancor prima del consenso popolare. Questi continui silenzi, le disinformazioni e la superficialità con cui si sta affrontando la pandemia non fanno il bene del paese: già a gennaio 2021 la pandemia ha pesato molto sui Comacchiesi, ritornare a quelle condizioni graverebbe ulteriormente sulle attività lavorative oltre che sulla salute fisica e psicologica dei cittadini.
Sarebbe ora che il sindaco Negri inziasse ad adempiere a tutti i doveri che ha ricevuto nel momento in cui è stato eletto e che mettesse la salute e gli interessi della popolazione davanti al consenso e alla propaganda politica.
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