venerdì 7 maggio 2021

QUANDO UN CARTELLO NON BASTA

La sensazione è quella che dal primo lockdown 2020, l’aumento degli abbandoni sia andato ad aumentare nel territorio Comacchiese rispetto al passato. Il fenomeno è purtroppo sempre stato presente ma, con più incidenza nel periodo delle pulizie di primavera che precedono ogni anno l’apertura della stagione turistica.

Questi abbandoni, riguardano in modo indiscriminato rifiuti di qualsiasi genere e natura, determinando il cambiamento dell’aspetto del territorio ed influendo negativamente su l'immediata percezione di chi vi transita.

I luoghi presi di mira diventano poi dei ricettacoli di rifiuti trasformandosi in vere e proprie discariche abusive, aumentando il degrado ambientale e causando un potenziale pericolo di inquinamento delle aree interessate.

Tra gli abbandoni più emblematici, oltre agli ingombranti e mobilia varia, ci sono rifiuti da demolizione e/o ristrutturazione che spesso si trovano ai bordi di strade isolate o in luoghi dove già sono presenti accumuli di rifiuti prodotti da piccoli interventi della stessa fattispecie.

Il più delle volte sono piccole imprese o improvvisati artigiani che operano nel “sommerso”.

Questi non potendo smaltire, a causa di assenza di regolare formulario, nelle discariche o nei centri di conferimento autorizzati vanno ad alimentare una catena di illegalità fatta anche di evasione fiscale.

L’educazione ambientale ed il senso civico, di certo giocano un ruolo fondamentale in questo contesto. L’abbandono dei rifiuti non è solo fatto da chi nell’ombra si disfa illegalmente degli oggetti più impensabili che richiederebbero un iter di conferimento regolamentato per legge in altro modo , ma anche da chi, per quel malcostume chiamato “LITTERING”, ha l’abitudine gettare,cartacce, giornali, scontrini, piccoli imballaggi di bevande, gomme da masticare, mozziconi di sigarette, confezioni di alimenti da passeggio, mascherine, dove capita nelle aree pubbliche invece di utilizzare gli appositi cestini, contribuendo ulteriormente al degrado urbano.

Questo fenomeno di abbandoni illegali e di littering si tradurrà in un aumento dei costi di igiene urbana sostenuti dall'amministrazione comunale e dalla stessa società partecipata che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti. Inevitabilmente il degrado urbano comporterà costi in eccedenza che andranno a spalmarsi sulle tasse di tutti contribuenti, determinando un peggioramento della qualita della vita e danneggiando fortemente l’immagine di un territorio il cui potenziale attrattivo turistico ed economico non potrà che azzerarsi.

L’amministrazione comacchiese ultimamente ha pubblicizzato molto l’installazione di fototrappole ma soprattutto di cartelli segnaletici rivolti a sensibilizzare la cittadinanza, ricordando la buona condotta, l’educazione, il senso civico, il rispetto per l'mbiente e per il decoro urbano.

Il dibattito in merito si sta accendendo e molti si chiedono se queste misure saranno sufficienti e funzionali o se si tradurranno solo in uno modo blando e temporaneo per contrastare il fenomeno, in procinto della stagione turistica.

Forse è arrivato il momento di intraprendere e sviluppare percorsi coordinati e condivisi invece di affidarci alla sola, seppur preziosa, disponibilità di volontari di associazioni ambientaliste (Plastic Free ha da poco sottoscritto una convenzione con il comune di Comacchio). Ricordiamoci sempre che non trattandosi di operatori ecologici, non potranno sostituire quelle competenze appartenenti esclusivamente agli addetti del mestiere, specie in materia di sicurezza sul lavoro.

Si dovrebbe agire sul contesto di società civile che pensa alle soluzioni di un problema e non assiste passivamente al degrado di un bellissimo ed unico territorio dalle eccezionali potenzialità.

UN PALESE CONFLITTO D'INTERESSI

Come forse non tutti sanno, il ruolo del presidente del consiglio comunale, assomiglia dal punto di vista della gestione dei consiglieri/par...