La frase che ha imperversato lungo tutto questo primo anno di amministrazione Negri.
Nel mezzo il nulla o quasi.
Negli ultimi giorni tiene banco la questione scuola secondaria di Porto Garibaldi, situazione decisamente delicata ma che non va circoscritta al solo plesso.
Le difficoltà sono presenti in tutti gli istituti comprensivi del territorio e sono molteplici.
Colpa del Covid?
In parte sì, ma si denota un’assenza totale di comunicazione tra l’Assessore On. Maura Tomasi e chi in primis ha bisogno di rassicurazioni: i genitori.
Già a Gennaio in piena pandemia l’assenza dell’amministrazione fu notevole.
Ma il cavallo di battaglia del vice sindaco (che tanto influisce nella linea politica) ricordiamo è: "Nell’indecisione meglio rimanere immobili.".
Già, uno slogan portato avanti nei fatti.
Immobilismo che si è notato troppo anche nel campo turistico.
Se agli occhi dei più e probabilmente anche in alcuni dati percentuali vi è stato un incremento di presenze (rispetto all'estate 2020 post lockdown) questo non significa “purtroppo” un incremento di fatturato da parte delle aziende turistiche in generale.
Dai dati diramati da Roberto Bellotti di Confesercenti infatti si registra un -20% degli introiti.
Un dato che deve fare riflettere tanto. Leggere che a giugno ci sia stato un miglioramento no, anzi un vero e proprio successo sembra azzardato e ben lontano dalla realtà.
Sicuramente il privato ha messo sul piatto il miglior servizio che potesse offrire ma chi è mancato alla fine è stato il Comune di Comacchio, il quale non è riuscito ad organizzare eventi all’altezza per un maggior richiamo. "Comacchio non ha spazi idonei per i grandi eventi", "Le norme contro il Covid impediscono lo svolgimento degli eventi in sicurezza", "La prefettura ha detto no": questo viene costantemente detto ai cittadini, eppure tutti i comuni limitrofi sono riusciti ad organizzare eventi con artisti di fama nazionale ed internazionale.
Nell'anno della ripartenza meglio rimanere immobili e silenziosi, focalizzandosi solo sui dati favorevoli che giustificano i festeggiamenti. E nel frattempo ci ritroviamo con l'entroterra ferrarese a farci concorrenza e non più soltanto la riviera romagnola.
Altra nota dolente purtroppo è stato il decoro, o meglio degrado urbano in giro per tutto il territorio comunale a partire dai sette Lidi.
Un tema che affligge il territorio da sempre è il fenomeno degli abbandoni di ingombranti e pattume che ha avuto un triste aumento in stagione. Quest’anno avrebbe dovuto vedere un step successivo verso la raccolta porta a porta, come avviene già in altre località turistiche (Isola d’Elba giusto per citarne una) ma che l’amministrazione non ha avuto il coraggio di proporre e proseguire.
Anzi hanno incrementato il numero dei cassonetti che ha automaticamente portato ad un aumento di abbandoni (per inciviltà sia chiaro) e fetori dovuti a pesce o rifiuti organici marciti.
Le risposte di lotta al fenomeno sono arrivate tramite cartelli con una spesa di migliaia di euro posizionati in "punti strategici". Ancora una volta l'attuale amministrazione si è auto elogiata del presunto successo dell'iniziativa tramite comunicati stampa all'inizio e alla fine della stagione turistica (quando le presenze sul territorio sono minori).
Durante il pieno della stagione il silenzio è stato “quasi” tombale, così come non ci sono state risposte alle tante domande dei cittadini che chiedevano: "Siamo noi che vediamo male?".
Sempre in tema di degrado urbano non è passata inosservata l'incuria del verde e delle aiuole spartitraffico. Una pessima cartolina di benvenuto per i turisti, un disagio enorme per i cittadini.
"Nell’indecisione meglio rimanere immobili." significa anche non prendere decisioni "scomode" ma che porterebbero nuova vita al comune.
Come ad esempio il rifacimento di viale Carducci a Lido degli Estensi: lavori continuamente rimandati (con il rischio di perdere i fondi) per le lamentele di chi vuole salvaguardare i pini le cui radici creano avvallamenti pericolosi della strada e che verranno sostituiti da un numero maggiore di alberi.
O come il recupero di Sant'Agostino in piazza Roma a Comacchio: se 50/60 anni fa il monastero era stato adibito a scuola perché oggi trasformarlo in teatro? Non importa se i fondi faticosamente cercati e ottenuti siano vincolanti alla trasformazione di teatro.
O ancora le opere già concluse e mai aperte come la piscina o la pista ciclabile Lido di Spina - Bellocchio- Sant'Alberto.
Ad oggi non ci è dato sapere se è quando vedremo iniziare e concludere questi progetti.
Silenzi e apatia che si trasformano in diffamazioni quando diventa impossibile lavare i panni sporchi in famiglia. E il caso del crollo del ponte che porta alle Saline di Comacchio: non solo si è taciuto sulla chiusura preventiva il giorno prima (informazione importante per chi aveva prenotato le visite), ma si è taciuto anche nel momento del crollo. L'amministrazione si è espressa solo per fare insinuazioni pesanti e diffamatorie, travisando quanto realmente scritto nella delibera di giunta comunale (n° 287 del 31/10/2019). Si sono sprecate ilazioni e accuse a destra e manca. Ma ancora non ci sono informazioni riguardo la ricostruzione del ponte (parliamo di un costo nell'ordine dei miliardi).
Un anno intanto è già passato e si possono trarre le prime somme. Tra silenzi e immobilità la sensazione è quella di vedere Comacchio arretrare mentre tutti attorno a noi vanno avanti. Da un'amministrazione che si vanta di essere dalla parte dei cittadini e di ascoltarli ci si aspetterebbe di più. La comunicazione dovrebbe essere facilitata dall'uso dei social network e di internet e invece si preferisce tacere; ci si volta dall'altra parte perché in fin dei conti occhio non vede, cuore non duole.
Silenzi carichi di dubbi e incertezze, di confusione e preoccupazioni in un periodo già difficile di suo. Una comunicazione che doveva essere al centro del cambiamento drasticamente diminuita che fa pensare sul futuro del nostro paese.
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